La responsabilità di sostenere col turismo persone, ambienti e culture, senza discriminazioni, ma anzi rispettandone le diversità, secondo un modo di essere turista etico e solidale nei rapporti sociali, ha dato origine a nuovi impulsi e tipi di associazioni di volontariato, nuovi coordinamenti.
Tra questi, in Italia, ricordiamo AITR (Associazione italiana Turismo Responsabile): un’associazione che raggruppa soprattutto associazioni di volontariato e che promuovono, come noi, collaborazioni con amministrazioni pubbliche per tradurre in pratiche diffuse e generalizzate le intuizioni, le idee a volte pionieristiche, le proposte ai limiti dell’utopia espresse dal volontariato civile e sociale, orientando comportamenti dei cittadini verso un turismo di solidarietà.
Il tema del turismo responsabile si è sviluppato inizialmente in riferimento ai problemi legati allo sviluppo turistico dei paesi del terzo mondo che, per la loro ricchezza economica, la sudditanza politica nei confronti dei paesi più ricchi e sviluppati, talvolta l’assenza di democrazia, sono più di altri esposti alla patologia di un turismo di “colonizzazione”.
Ma successivamente il turismo responsabile ha sviluppato un approccio più ampio: in ogni contesto anche nei paesi più ricchi che vantano una lunga e positiva storia turistica come il nostro, la sostenibilità di persone, ambienti e culture ha una sua importante valenza di solidarietà che i turisti possono esprimere con comportamenti, richieste e gusti che denotano un consumatore che talvolta diventa esso stesso produttore o promotore di maggiore equità e rispetto delle diversità.
Turismo responsabile è quindi anche un turismo che sia per tutti, senza alcuna discriminazione.